Ricostruzione del bilancio demografico, anni 1991-2001

L’obiettivo principale alla base di una ricostruzione è quello di fornire agli utenti stime affidabili sulla popolazione, intesa nelle sue componenti di stock e di struttura, per il decennio che intercorre tra due censimenti della popolazione.

Più concretamente, la ricostruzione concorre a migliorare tanto le statistiche sulla popolazione stessa - in termini di stock e di flussi demografici ma anche in termini strutturali quali la distribuzione per età e sesso - quanto le misure demografiche associate come ad esempio i tassi di fecondità, di mortalità e di migratorietà. Al di là delle esigenze scientifiche succitate, molto rilevanti per riorientare o ricalibrare le analisi di lungo periodo, non vanno poi dimenticati altri motivi per cui è parimenti importante produrre una ricostruzione. Tra questi vanno citati soprattutto quelli riconducibili a necessità di natura prettamente operativa, come supporto alle decisioni politiche a livello locale. In nessun caso, invece, la popolazione ricostruita può essere considerata come il ristabilimento di “verità” ufficiali dal punto di vista formale o in senso certificativo. La popolazione ricostruita è infatti un prodotto finale frutto di stima, e non di osservazione, e pertanto apparirebbe fuori luogo ogni pretesa di volerle attribuire valenza giuridico-amministrativa.

Da un punto di vista tecnico-pratico, una ricostruzione elimina per definizione quella discontinuità che viene a determinarsi nella serie storica della popolazione ogni qual volta con un nuovo censimento si determina la popolazione legale del Paese. Com’è noto, alla data dell’ultimo censimento (21 ottobre 2001) si registrò una differenza negativa tra popolazione censita e popolazione anagrafica di poco inferiore al milione di unità (962 mila). In passato questo fenomeno si è regolarmente verificato e con ordini di grandezza molto simili: 1031 mila unità in meno nel 1991, 708 mila in meno nel 1981, 801 mila in meno nel 1971, 906 mila in meno nel 1961. Alla base di tale cospicua differenza concorrono generalmente due fattori: gli errori di copertura censuaria e gli errori accumulati nel corso del decennio intercensuario negli schedari anagrafici.

Ricostruzione del bilancio demografico, anni 1991-2001

L’impianto metodologico alla base delle operazioni di ricostruzione è nel solco delle precedenti ricostruzioni realizzate dall’Istat (1972-81 e, in particolar modo, 1982-91). Anzitutto si è provveduto ad aggiornare la popolazione censita al 1991 con le statistiche per sesso ed anno di nascita di movimento demografico osservate nel decennio intercensuario (nati, morti, migrazioni interne) desunte dalle rilevazioni correnti, ad esclusione delle migrazioni con l’estero. La struttura della popolazione così ottenuta al 21 ottobre 2001 è stata quindi confrontata con quella censita, dando luogo a dei residui per anno di nascita che sono stati successivamente ridistribuiti nel decennio intercensuario utilizzando un apposito procedimento interpolativo.

Dal punto di vista territoriale l’elaborazione è stata effettuata su 8100 comuni italiani, in particolare tutti quelli presenti alla data dell’ultimo censimento ad esclusione del Comune di Fonte Nuova (RM), la cui recentissima istituzione, una settimana prima del censimento 2001, ha impedito la possibilità di una sua effettiva ricostruzione intercensuaria. Pertanto, tanto il Comune di Guidonia Montecelio quanto il Comune di Mentana in questa sede conservano i confini che avevano antecedentemente all’istituzione di Fonte Nuova.

Per i comuni istituiti nel corso del decennio intercensuario per distacco di territorio da comuni preesistenti -si tratta dei comuni di Cavallino Treporti (VE), Fiumicino (RM), Statte (TA), Padru (SS) e Monferrato (CA) – si è effettuata una ricostruzione a partire dall’anno in cui i medesimi sono divenuti statisticamente operativi. Nel medesimo anno i comuni preesistenti, oggetto di tali distacchi – si tratta di Venezia, Roma, Taranto, Buddusò (SS) e Cagliari - presentano una discontinuità di serie storica.

Per i comuni oggetto di fusione tra due o più comuni nel corso del decennio intercensuario si è elaborata una ricostruzione relativa alla sola unione dei comuni coinvolti, accordando l’ipotesi che tali unioni preesistessero alla data del censimento del 1991 (ad esempio nel caso dei Comuni di Contarina e Donada (RO) unitisi nel Comune di Porto Viro si è ricostruita la serie intercensuaria solo di quest’ultimo).

Infine, si ricorda che la codifica dei Comuni considerata è sempre e comunque quella a 103 province.