Ricostruzione intercensuaria della popolazione residente

La ricostruzione intercensuaria rivalorizza la disponibilità di dati sulla popolazione residente, fino a livello locale, per gli anni compresi tra il Censimento generale del 2001 e quello del 2011. Essa si basa sulle evidenze fornite dall’ultimo Censimento, unitamente all’esame comparato con i flussi demografici (nascite, decessi, migrazioni) intercorsi nel medesimo periodo. Essa ha dunque l’obiettivo di migliorare tanto le statistiche sulla popolazione stessa - in termini di consistenza, composizione strutturale ed eventi demografici - quanto quegli indicatori statistici che non ne possono prescindere dall’uso. I dati di popolazione ricostruiti rappresentano, infatti, una componente non trascurabile per una vasta gamma di statistiche nazionali (e internazionali). Essi sono utilizzati direttamente come base per altre statistiche demografiche secondarie, come ad esempio nelle previsioni demografiche, ma sono utilizzati soprattutto per il riporto all’universo dei coefficienti di ponderazione nelle indagini campionarie socio-economiche, per garantire che i risultati di tali indagini siano rappresentativi della popolazione complessivamente residente. Infine, l’uso dei dati di popolazione come denominatori per l’elaborazione di tassi o rapporti statistici costituisce un ulteriore contributo per una vasta serie di statistiche economiche e sociali fondamentali.
In nessun caso, invece, la ricostruzione può considerarsi un processo che riscrive gli atti amministrativi pregressi operati dai Comuni in termini di iscrizioni e cancellazioni anagrafiche. Semmai essa ha l’obiettivo di riscrivere la storia dell’evoluzione demografica del Paese, sia esso considerato nella sua interezza o come insieme di distinte realtà territoriali. La popolazione ricostruita è, infatti, un prodotto finale frutto di stima, benché si basi per gran parte su dati oggetto di rilevazione, e pertanto non è possibile attribuire a essa significato che non sia quello esclusivamente statistico.
I risultati sono di due tipi: da un lato essi si riferiscono alla popolazione distinta per comune, sesso, cittadinanza (nelle due modalità italiana/straniera) e singolo anno di età al 1° gennaio del decennio 2002-2011; dall’altro sono riportati i bilanci demografici comunali ricostruiti per ciascun intervallo temporale compreso nel periodo 22 ottobre 2001 - 9 ottobre 2011. Nei bilanci sono contemplate misure di stock, relative alla consistenza della popolazione all’inizio e alla fine di ciascun intervallo, e misure del movimento demografico, ossia nascite, decessi, immigrazioni ed emigrazioni interne, immigrazioni ed emigrazioni con l’estero, acquisizioni della cittadinanza italiana.
L’unità di analisi territoriale alla base della ricostruzione è il Comune. I risultati a livello sovra comunale, dal provinciale al nazionale, si determinano per aggregazione. La ricostruzione interessa, dunque, 8.092 Comuni, omogeneamente classificati nel corso del periodo intercensuario, utilizzando la classificazione Istat vigente (110 Province) alla data del Censimento 2011 . Inoltre, nel solco metodologico delle precedenti ricostruzioni condotte dall’Istat, la ricostruzione 2001-2011 è a carattere “longitudinale”, ossia mira a ricostruire l’andamento demografico intercensuario di ciascuna generazione singolarmente, con la ricostruzione dei totali ottenuta in ogni anno per somma delle singole “esperienze” generazionali.
Quale innovazione di processo e di prodotto, è stata inserita per la prima volta in una ricostruzione la distinzione della popolazione tra residenti di cittadinanza italiana e straniera.