Tavole di fecondità regionali

 

Il drastico calo delle nascite che ha interessato per trent'anni (dal 1965 al 1995) l'Italia, la recente ripresa della natalità e della fecondità rappresentano temi di grande interesse, non solo per ragioni demografiche, ma anche sociali ed economiche, poiché il fenomeno ha importanti conseguenze sul “sistema popolazione” del nostro Paese.

Le tavole di fecondità che l'Istat diffonde in questo sito, consentono ai demografi e a tutti coloro che a vario titolo devono “fare i conti” con i caratteri e i comportamenti demografici della popolazione italiana di disporre di un sistema di misure  metodologicamente appropriate e pertinenti per far luce sull'andamento presente e passato della fecondità.

Si rendono, infatti, disponibili sia i principali risultati del lavoro di ricostruzione storica che ha portato alla costruzione delle Tavole di fecondità regionali per il periodo 1952-1993, sia i successivi aggiornamenti fino all'anno più recente disponibile.

I risultati del lavoro di ricostruzione della fecondità per ordine e regione, concepito e realizzato a metà degli anni '90, in collaborazione con il Dipartimento Statistico dell'Università di Firenze, sono stati pubblicati per il periodo 1952-1993 nel volume La fecondità nelle regioni italiane. Analisi per coorti. Anni 1952-1993 edito dall'Istat nel 1997 nella collana Informazioni e nei successivi aggiornamenti fino al 1996 .

Nello stesso volume sono ampiamente documentati i dati e  la metodologia utilizzata. Pertanto in questa sede si fornisce solo un breve cenno alla metodologia, rimandando l'utente interessato ad ulteriori approfondimenti alla consultazione del volume.

Cenni metodologici

Alla base della costruzione delle tavole di fecondità  vi è il calcolo dei tassi di fecondità specifici per età della madre, a livello regionale  e per ogni anno di calendario:

Con riferimento all'anno di osservazione t, dette   le nascite dell'anno da madri di età compiuta (x,x+1) e con  gli anni-persona vissuti dalle donne osservate tra le età esatte x e x+1, il relativo tasso di fecondità specifico per età è

                                                                                       

Questi indici sono noti in letteratura come nascite ridotte ed esprimono il numero medio di figli delle donne dell'età compiuta considerata.

Si definiscono, inoltre, le seguenti misure sintetiche di processo:

1. il tasso di fecondità totale

che fornisce il numero medio di figli per donna in età feconda al tempo t;

2. l'età media delle donne alla nascita dei figli al tempo t

Quando la classificazione dei nati fornisce in combinazione con l'età della madre anche l'ordine di nascita, si definiscono tassi di fecondità specifici per età della madre e ordine di nascita:

Anche in questo caso potranno essere calcolate le misure sintetiche di processo 1 (Tasso di fecondità dell'ordine i al tempo t) e 2 (età media delle donne alla nascita di un figlio di ordine i).

 

  La determinazione delle nascite per ordine

La conoscenza dei nati per ordine ed età della madre è, come si è visto,  un elemento indispensabile per il calcolo dei corrispondenti tassi specifici di fecondità. La struttura delle nascite per ordine è stata stimata utilizzando, nel tempo, differenti fonti e metodologie. Si possono distinguere tre diversi procedimenti, di seguito specificati.

Per gli anni dal 1952 al 1998 la struttura delle nascite per ordine ed età è stata ottenuta selezionando le nascite viventi della popolazione presente e residente desumibili dalla Rilevazione individuale delle nascite di fonte stato civile, effettuata dall'Istat.  Tale struttura è stata poi applicata al complesso dei nati vivi della popolazione residente di fonte anagrafica desumibili dalla rilevazione Istat sul  “Movimento e calcolo della popolazione residente

A partire dal 1° gennaio 1999, tuttavia, la rilevazione individuale delle nascite di fonte stato civile è stata interrotta dall'Istat, in seguito all'entrata in vigore delle nuove normative in materia di denuncia di nascita introdotte dal regolamento di attuazione della legge 127/97 detta “Bassanini bis” o “Sulla semplificazione amministrativa”. Ne è seguito un vuoto informativo circa le principali caratteristiche strutturali demografiche e socio-sanitarie delle nascite, che è stato parzialmente colmato dalla esecuzione dell'Indagine campionaria sulle nascite effettuata nel 2002 su un campione di nati iscritti in anagrafe tra luglio 2000 e giugno 2001. La struttura delle nascite viventi, per ordine ed età della madre, a livello ragionale è pertanto stimata per gli anni 2000 e 2001 utilizzando i risultati dell'indagine campionaria.

Per l'anno 1999 si è proceduto ad una interpolazione tra la struttura per ordine ed età del 1998 e quella del 2000.

Le distribuzioni dei nati vivi per ordine così ottenute sono poi state applicate   al complesso dei nati vivi della popolazione residente di fonte anagrafica per gli anni 1999, 2000 e 2001.

Nel 2005 è stata effettuata la seconda edizione dell'indagine riferita ai nati vivi della popolazione residente iscritti in anagrafe nel 2003. I risultati dell'indagine hanno consentito di stimare la struttura delle nascite per ordine ed età della madre per l'anno 2003, con una metodologia analoga a quella appena descritta. Le stime per l'anno 2002 sono state ottenute per interpolazione tra il 2000 e il 2003.

A partire dalle nascite del 2004, è stata adottata una nuova procedura: la stima dell'ordine di nascita viene ottenuta mediante l'utilizzo della variabile “numero di componenti familiari minorenni” presente nella rilevazione Istat degli Iscritti in anagrafe per nascita. Tale informazione, inserita nel modello di rilevazione a partire dal 2003 è stata testata mediante un record linkage individuale con le informazioni sull'ordine di nascita rilevate, per lo stesso anno, dalla seconda edizione dell'indagine campionaria. Il confronto ha mostrato un elevato grado di corrispondenza tra le due variabili (“numero di componenti familiari minorenni” e “ordine di nascita effettivo”), permettendo di introdurre delle procedure di correzione per i casi di mancata corrispondenza.