ISTAT ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
Istituto Superiore di Sanità

Nota Metodologica (1)

1.  Il primo passo verso la ricostruzione: l'aggiornamento della popolazione residente comunale per generazione.

     Il procedimento di ricostruzione adottato può essere convenientemente distinto in tre fasi. Il primo passo consiste nell’aggiornamento delle serie di popolazione nel decennio intercensuario. Per aggiornamento si intende il calcolo dell’ammontare di ciascuna generazione, separatamente per i due sessi e per ciascun comune di residenza, al primo gennaio degli anni compresi tra gli ultimi due censimenti.
     Una precisazione è necessaria per ciò che concerne l’informazione sul comune di residenza: in fase di aggiornamento e di ricostruzione, si è scelto di assumere come riferimento la suddivisione amministrativa del territorio italiano secondo i Comuni esistenti alla data del censimento 1981 procedendo, ad una riclassificazione dei dati di flusso (nati, morti, iscrizioni e cancellazioni anagrafiche) per i Comuni istituiti successivamente a quella data, in modo da mantenere invariata la distribuzione territoriale della popolazione. Si è trattato di una scelta obbligata dovuta alla necessità di disporre, in fase di aggiornamento, della popolazione iniziale distinta per sesso ed anno di nascita, informazione che non può essere recuperata per i Comuni istituiti successivamente al censimento del 1981. In questi casi, infatti, è possibile conoscere solo l’ammontare complessivo di popolazione distinto per sesso al 31/12 dell’anno di istituzione e, via via negli anni successivi, fino alla data del censimento 1991.
     L’aggiornamento della popolazione è stato eseguito in modo iterativo. Il dato di partenza è costituito, come si è detto, dalla popolazione residente rilevata al censimento del 25 Ottobre 1981, suddivisa per sesso, anno di nascita e comune di residenza. Il decennio considerato è stato, quindi, diviso in undici intervalli, (25.10.81-31.12.81, 1.1.82- 31.12.82,….,1.1.91-20.10.91), per ciascuno di essi è stato considerato il numero dei decessi e i trasferimenti di residenza (da e per altro comune), distinti per sesso e anno di nascita. Il calcolo è stato quindi effettuato per ogni intervallo, separatamente per i due sessi e per ciascun comune di residenza, sottraendo ai contingenti di ciascuna generazione, calcolati alla fine del periodo precedente, i decessi e le cancellazioni anagrafiche ed aggiungendo le iscrizioni anagrafiche. Per le generazioni nate dopo il 25.10.81 si è applicata la stessa procedura partendo dai contingenti dei nati della popolazione residente, distinti per sesso e comune. Il procedimento di aggiornamento descritto è del tutto analogo a quello precedentemente effettuato a livello provinciale (ISTAT,1996).
     Il contingente iniziale dei nati è stato direttamente ricavato dalla rilevazione corrente del movimento naturale della popolazione residente. L’ammontare dei decessi per sesso, anno di nascita e comune di residenza è stato, invece, ottenuto sulla base dei dati individuali della rilevazione delle cause di morte che, come è noto, è relativa alla popolazione presente. Non è stato, quindi, possibile considerare i decessi di cittadini residenti in Italia verificatisi all’estero, che costituiscono mediamente nel corso del decennio considerato lo 0,6% del totale. Questa mancanza di informazione sarà tuttavia compensata in fase di ricostruzione quando, come si dirà fra breve, si ridistribuiranno per generazione le differenze tra popolazione aggiornata e popolazione censita al 20.10.91.
     I dati sui trasferimenti di residenza, infine, sono stati desunti dalle schede individuali delle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche con esclusione delle regolarizzazioni e dei movimenti da e per l’estero. Quest’ultima scelta è motivata in primo luogo da considerazioni circa la minore affidabilità della rilevazione per quanto concerne i movimenti con l’estero. Sulla base dei riscontri effettuati in concomitanza con il censimento del 1991, diverse riserve sono emerse in merito all’aggiornamento degli schedari anagrafici comunali in alcune aree del nostro paese. Il ritardo o la mancata cancellazione di individui che hanno trasferito la loro residenza all’estero è stata una delle cause più frequenti di accumulo di popolazione anagrafica che ci si è trovati a dover sanare mediante "cancellazioni per irreperibilità" (Cortese e Greco, 1993). Un ulteriore considerazione è di natura contabile: essendo la popolazione censita al 1991 il punto di arrivo obbligato del procedimento di ricostruzione si è preferito eliminare dal conteggio quegli elementi che avrebbero portato ad una maggiore differenza tra popolazione aggiornata e popolazione censita alla data del 20.10.91. Tenendo conto dei soli movimenti migratori interni, oltre che del movimento naturale nel periodo intercensuario, l’ammontare complessivo della popolazione aggiornata supera quello della popolazione censita per circa 196.000 unità. Al contrario se si fosse tenuto conto anche delle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche da e per l’estero tale differenza sarebbe salita a circa 800.000 unità.

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